FANTASMI IN CASA, Vicenza

FANTASMI IN CASA

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FANTASMI IN CASA
IL NUOVO PROPRIETARIO VUOLE ANNULLARE LA COMPRAVENDITA

Il suo legale è convinto che la vicenda integri astrattamente il “vizio” della cosa venduta.

Non ha trovato in giurisprudenza alcun precedente utile ma l’avvocato R. M. sta ancora valutando la possibilità di rivolgersi al Tribunale per chiedere l’annullamento dell’acquisto di un casale da parte di un suo cliente il quale sostiene che l’edificio è infestato dagli spiriti.

Vicenda sulla quale ha preso posizione anche la diocesi escludendo che lì si sia mai svolto alcun esorcismo.
Al centro della storia uno stabile di circa 200 metri quadrati su due piani, con oltre tremila metri di terreno che viene acquistato per soli 100 mila euro, considerandolo “l’affare della vita”, come ha detto al suo legale.
Subito dopo però, secondo la sua versione, cominciarono a manifestarsi “strane presenze”: rumori di passi, colpi sui muri, mobili caduti senza essere toccati, arnesi andati in fiamme. Tanto da decidere di rivolgersi a un legale per valutare la possibilità di annullare il contratto di acquisto pur di lasciare quella casa. Secondo il nuovo proprietario, i precedenti proprietari sapevano delle presenze ma non ne avrebbero parlato al momento dell’acquisto.
L’avvocato R. M. ha spiegato che “da un punto di vista legale sarebbe astrattamente configurabile un vizio della cosa venduta, secondo l’articolo 1490 del codice civile.

L’Avvocato ha ribadito che le “presenze” nella casa erano note ai precedenti proprietari e agli abitanti della zona, tanto che negli anni Settanta – secondo la sua versione – nel casale si erano svolti diversi esorcismi. Circostanza però negata dalla diocesi.
“A questa Curia – si legge in un comunicato – è noto che i sacerdoti del nostro presbiterio abbiano assistito, nella malattia e nel dolore, che nella casa in questione abitò. La carità della comunità cristiana non è mancata accanto a chi era nelle difficoltà e nella tribolazione. Non risulta, invece, che sia stato richiesto il ministero dell’esorcista diocesano.
Le disgrazie occorse agli abitanti della casa meritano rispetto e discrezione. Non riguardano, invece, la Curia le questioni giudiziarie ed economiche che sono state sollevate e che hanno sedi proprie per essere esaminate, senza il coinvolgimento degli organi della Chiesa e artate citazioni letterarie”.

Intanto però l’avvocato è convinto che la vicenda integri astrattamente il vizio della casa venduta e nei prossimi giorni deciderà se avviare l’azione presso il tribunale.

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