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Apolloni & Partners Vicenza amministrazione condominiale

Non commette reato il locatore che “minaccia” lo sfratto al conduttore moroso, qualora persiste nel mancato pagamento dei canoni. Il danno minacciato non è ingiusto come necessariamente richiesto dall’art.612 c.p. ma rappresenta l’esercizio del diritto del proprietario dell’immobile di intimare lo sfratto per morosità.

Non integra il reato di favoreggiamento della prostituzione la cessione in locazione di un appartamento, a prezzo di mercato, pur nella consapevolezza che ivi si eserciterà la prostituzione, a meno che vengano fornite prestazioni accessorie, che vadano oltre il mero aiuto alla persona, concretizzandosi in un’oggettiva agevolazione all’esercizio del meretricio.

La collocazione delle inferriate alle finestre di un’unità immobiliare sita in un condominio, è legittima in quanto si inserisca nella facciata dell’edificio senza cagionare mutamento delle linee architettoniche ed estetiche che provochi un giudizio economicamente valutabile o in quanto pur arrecando tale pregiudizio, si accompagni ad una utilità che compensi l’alterazione architettonica, quale la sicurezza dei propri beni e e delle proprie persone.

La Cassazione conferma e condanna penalmente il condomino colpevole di reato per avere arrecato molestie ad un residente in quanto abitante nello stesso stabile, aveva gettato nel piano sottostante ove si trova l’appartamento di quest’ultimo, rifiuti, quali cenere e cicche di sigarette, nonché detersivi corrosivi, quale candeggina.
Tali condotte contestate sono idonee a causare molestie alla condomina abitante nel piano sottostante, nonostante sembri che tali azioni non danneggino, almeno direttamente, le persone, ma solo cose.

Secondo la Cassazione, sarebbero illegittime le delibere condominiali che impediscono ai singoli condomini di porre proprie piante a dimora nella aiuole comuni, in quanto si ravvisa un intento emulativo e un abuso di maggioranza, mentre la piantumazione è espressione del diritto di ciascun condomino di migliorare l’uso della aiuole e non contrasta con la retta interpretazione di questa norma, pur essendo eventualmente opinabile nel merito.

La Cassazione ha confermato la condanna alla cessazione dell'allevamento di galline in ragione della esalazione di odori maleodoranti e ha respinto la censura di violazione dell'articolo del codice civile fondata sulla preesistenza dell'allevamento di galline rispetto alla edificazione di un nuovo Condominio posto a confine, in quanto il criterio della prevenzione prevale unitamente alle esigenze della produzione, sulle minori esigenze olfattive dei vicini.
La sentenza riconosce la meritevolezza del diritto alla salute, costituzionalmente garantita, che non può essere sottordinato all’esigenza della produzione di galline.

Il codice civile impone al conduttore di restituire la cosa al locatore nello stato in cui l’ha ricevuta, in conformità della descrizione che ne sia stata fatta dalle parti, salvo il deterioramento o il consumo risultante dall’uso della cosa medesima in conformità del contratto.
Qualora l’immobile al termine della locazione si presenti con pareti che necessitano di essere stuccate per chiudere fori o eliminare altre imperfezioni non trascurabili e non esistenti al momento dell’iniziale consegna, si deve concludere che spetti al conduttore la stuccatura delle medesime.

I contorni lapidei delle finestre di facciata di un appartamento condominiale sono destinati ad assicurare l’armonia architettonica della facciata esterna e conseguentemente, partecipando delle peculiare funzione della facciata,costituiscono, al pari di questa, parte comune. Pertanto, le spese inerenti alla loro sostituzione devono essere poste a carico di tutti i condomini.

Condannata con sentenza della Corte di Cassazione a risarcire il danno ai Signori Condomini e spese legali per € 3.500,00 la vicina piuttosto rumorosa che, al suo rientro nell'abitazione alle 2-3 di notte batteva zoccoli o stivali sul pavimento, teneva la musica ad alto volume e muoveva tavoli e sedie.

Sono sempre pochi i proprietà delle unità immobiliari che cambiano ogni 5 anni la tubazione per il collegamento fra gli impianti fissi di distribuzione del gas metano ed i fornelli della propria abitazione.

Così l'ultima indagine dei Vigili del Fuoco e il Comitato Italiano Gas.

Vogliamo ricordare inoltre che la tubazione del gas “gialla” non deve mai superare 1,50 mt di lunghezza, deve essere cambiata ogni 5 anni anche se non presenta segni di usura e deve possedere i requisiti idonei alla norma UNI GIC 7140, quali identificazione nella tubazione della marcatura ripetuta ogni 400mm con la sigla e il nome del fabbricante, l’anno di scadenza o limite di impiego, la dimensione interna come diametro e il riferimento alla norma.

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